Progettazione attico a Conegliano: 130 mq ripensati prima del cantiere
In questo progetto di interior design a Conegliano, in provincia di Treviso, siamo intervenuti su un attico di nuova costruzione di circa 130 mq mentre l’edificio era ancora in fase di realizzazione. Un momento prezioso, perché ci ha permesso di lavorare prima che muri, impianti e distribuzione interna fossero definitivi.
Il cliente ci ha contattati con grande tempismo e questo ha fatto la differenza. Siamo potuti intervenire sulla pianta, migliorare la zona notte, correggere alcuni passaggi e trasformare una distribuzione standard da costruttore in una casa realmente su misura, più fluida, più funzionale e più coerente con il modo in cui sarebbe stata vissuta ogni giorno. È lo stesso principio che approfondiamo nella nostra guida dedicata all’arredamento casa e alla progettazione degli interni: prima si studia il modo di vivere la casa, poi si definiscono spazi, arredi e impianti.
Il progetto è stato sviluppato dal nostro architetto Elia Marchioni, con un obiettivo preciso: non arredare semplicemente un attico nuovo, ma ripensarlo dall’interno, partendo dalle esigenze del cliente, dagli arredi, dai percorsi e dalle abitudini quotidiane.
Il risultato è un attico moderno, avvolgente e fortemente personale. Non ci sono muri bianchi: ogni superficie è stata studiata per valorizzare il pavimento in rovere, gli arredi, i quadri del cliente e l’identità cromatica della casa.
Località
Conegliano (TV) - Veneto
Tipologia
Attico di nuova costruzione
Intervento
Progettazione completa interni
Superficie
Circa 130 mq

Com’è organizzato l’attico
L’attico si sviluppa su circa 130 mq ed è stato progettato separando in modo chiaro la zona giorno dalla zona notte, mantenendo una continuità stilistica in tutta la casa.
La zona giorno è composta da un grande open space con cucina, tavolo da pranzo e soggiorno. È l’ambiente più conviviale dell’attico, pensato per favorire il dialogo tra chi cucina, chi è seduto al tavolo e chi vive il divano.
Dal living si sviluppa un corridoio che abbiamo valorizzato con i quadri del cliente e con madie basse, trasformandolo da semplice passaggio a piccola galleria domestica.
La zona notte comprende due camerette, un bagno lavanderia, un bagno ospiti cieco dal carattere scenografico e una camera matrimoniale concepita come suite privata, con cabina armadio, home office a scomparsa e bagno padronale con accesso diretto.
Gli ambienti principali dell’attico
- Open space con cucina, tavolo da pranzo e soggiorno
- Corridoio valorizzato con quadri del cliente e madie basse
- Bagno ospiti cieco con parete frontale e soffitto neri
- Due camerette
- Bagno lavanderia tra le due camerette
- Camera matrimoniale con cabina armadio
- Home office a scomparsa nella zona matrimoniale
- Bagno padronale con accesso diretto dalla camera
Il problema iniziale: una casa nuova, ma non ancora su misura
L’attico nasceva da una pianta di nuova costruzione corretta dal punto di vista tecnico, ma non ancora realmente calibrata sulle esigenze del cliente. Gli spazi c’erano, la metratura era generosa, ma alcune aree non erano distribuite nel modo più efficace.
La criticità principale riguardava la zona notte: alcuni ambienti risultavano ampi ma poco sfruttabili, il bagno padronale non era proporzionato all’uso quotidiano di due persone e mancava una vera organizzazione privata intorno alla camera matrimoniale.
Intervenendo prima della chiusura definitiva del cantiere, abbiamo potuto trasformare questi limiti in opportunità progettuali: una cabina armadio più funzionale, un bagno padronale ampliato, uno studio a scomparsa e percorsi più logici tra le diverse funzioni.
Prima e dopo la pianta: stessa metratura, spazi molto più funzionali
Uno degli aspetti più importanti del progetto è stato il lavoro sulla distribuzione interna. La metratura dell’attico è rimasta la stessa, circa 130 mq, ma la qualità degli spazi è cambiata in modo netto.


Il nostro architetto Elia Marchioni ha ripensato soprattutto la zona notte, visibile nella parte sinistra della pianta. L’obiettivo era eliminare spazi poco sfruttabili e trasformarli in funzioni concrete: cabina armadio, bagno padronale più ampio, percorsi più comodi e home office a scomparsa.
Le principali modifiche alla zona notte
- Inserimento di una cabina armadio più funzionale
- Ampliamento del bagno padronale
- Mobile bagno ampio con lavabo singolo soprapiano e grande specchio
- Creazione di uno studio a scomparsa
- Eliminazione di spazi ampi ma poco utilizzabili
- Ottimizzazione di passaggi e accessi
La superficie dell’attico non è cambiata, ma è cambiato radicalmente il modo in cui viene vissuta. La camera matrimoniale è diventata una suite privata completa, con area riposo, contenimento, postazione lavoro e bagno padronale integrati in modo naturale.
Questo è il vero valore della progettazione anticipata: non aggiungere metri quadrati, ma far funzionare meglio quelli esistenti.
Prima gli arredi, poi gli impianti: una casa progettata sull’uso reale
In questo progetto abbiamo seguito un metodo tanto semplice quanto decisivo: partire dagli arredi prima di definire gli impianti. Abbiamo studiato la posizione di cucina, contenitori, divano, tavolo, letti, scrivanie e funzioni quotidiane; solo dopo sono stati definiti prese, punti luce, interruttori, scarichi e attacchi tecnici.
Questa scelta ha evitato uno degli errori più frequenti nelle nuove costruzioni: adattare gli arredi a impianti già decisi. Qui è successo il contrario. Gli impianti sono stati posizionati nei punti corretti perché erano già chiari l’uso degli ambienti, i percorsi e le abitudini del cliente.
Il risultato è una casa più comoda, più intuitiva e più funzionale. Ogni comando, presa e punto tecnico si trova dove serve davvero, non dove era semplicemente più facile inserirlo in fase di cantiere.
Prima
Una pianta standard da costruttore, corretta ma non ancora personalizzata.
Metodo
Progettazione degli arredi prima della definizione finale degli impianti.
Dopo
Spazi più fluidi, accessi più comodi e una casa progettata intorno all’uso reale.
Una casa senza muri bianchi
Una delle scelte più caratterizzanti del progetto riguarda il colore. In questo attico non ci sono muri bianchi. Tutte le pareti sono state dipinte in un grigio chiaro, elegante e avvolgente, scelto per creare uno sfondo neutro ma mai anonimo.
Il bianco avrebbe reso l’ambiente più freddo e meno personale. Il grigio chiaro, invece, valorizza il pavimento in rovere e fa emergere meglio arredi, complementi, quadri e dettagli colorati. La scelta del colore non è stata quindi decorativa, ma progettuale: un modo per creare atmosfera, profondità e coerenza tra gli ambienti.
Il tema del colore è centrale in ogni progetto d’interni, perché influenza la percezione dello spazio e il comfort quotidiano. Ne parliamo anche nella guida dedicata alla psicologia dei colori in casa, dove spieghiamo come tonalità, contrasti e superfici possano modificare il modo in cui un ambiente viene vissuto.
La casa lavora su un equilibrio cromatico preciso: una base morbida e raffinata, arredi importanti nei toni del nero, accenti blu brillanti e colori più delicati nelle camere. Il risultato è deciso ma non eccessivo, elegante ma non impersonale. Anche l’illuminazione è stata studiata per sostenere questa atmosfera, perché luce e colore devono sempre lavorare insieme per generare benessere e qualità percepita.
La palette del progetto
- Grigio chiaro su pareti e superfici verticali
- Pavimento in rovere valorizzato dal fondo neutro
- Arredi neri per dare profondità e carattere
- Blu brillante come accento cromatico distintivo
- Toni più morbidi e rilassanti per camera e camerette
- Bagno ospiti con soffitto e parete lavabo neri ad alto impatto scenografico

La zona giorno: un open space pensato per dialogare a 360°
La zona giorno è stata progettata come un ambiente aperto, elegante e conviviale, dove cucina, tavolo da pranzo e soggiorno dialogano continuamente tra loro. Non volevamo creare tre aree semplicemente vicine, ma uno spazio fluido, capace di favorire la relazione in ogni momento della giornata.
La cucina con isola permette di cucinare restando sempre rivolti verso l’ambiente e verso le persone. È una soluzione molto efficace negli open space contemporanei, perché trasforma la cucina in un punto di relazione e non solo in una zona operativa. Se stai valutando una soluzione simile, puoi approfondire anche la nostra categoria dedicata alle cucine con isola.
Chi prepara, chi è seduto al tavolo e chi si trova sul divano può continuare a conversare senza barriere visive o funzionali. Anche la posizione del tavolo da pranzo è stata studiata con attenzione: inserito tra cucina e soggiorno, diventa un vero elemento di connessione. Non separa le funzioni, ma le mette in relazione.
La scelta del tavolo è stata quindi parte integrante del layout. In un ambiente aperto bisogna valutare bene dimensioni, distanze, numero di posti e proporzioni rispetto alla stanza. Sono temi che approfondiamo nelle guide su come scegliere il tavolo in base alla stanza e sul numero di posti del tavolo.
Il soggiorno completa questo concetto grazie a un divano senza schienali fissi, ma con schienali imbottiti, comodi e liberamente spostabili. Questa scelta rende la zona living molto più flessibile rispetto a un divano tradizionale: ci si può orientare verso la TV, verso la cucina, verso il tavolo o verso le persone presenti nella stanza. Per chi sta progettando il living, abbiamo approfondito questi aspetti nella guida su come scegliere il divano.
Il risultato è un open space aperto al dialogo a 360°, confortevole, dinamico e piacevole da vivere. Ogni punto dell’ambiente è connesso agli altri, ma senza perdere ordine e leggibilità. Il pavimento in rovere crea continuità, mentre gli arredi scuri e i dettagli blu danno profondità e identità alla zona giorno.
La cucina è stata studiata con grande attenzione anche rispetto alle richieste specifiche del cliente. Una delle esigenze era l’inserimento di due lavelli, una soluzione pratica per chi vive intensamente la cucina e desidera maggiore comodità nelle attività quotidiane.
Dettagli della zona giorno
- Open space progettato per favorire il dialogo tra cucina, tavolo e soggiorno
- Cucina con isola orientata verso l’ambiente living
- Tavolo da pranzo posizionato come elemento di connessione tra cucina e divano
- Divano senza schienali fissi, con schienali imbottiti e spostabili
- Doppio lavello richiesto dal cliente
- Distribuzione studiata sui gesti quotidiani e sulla convivialità
- Impianti coordinati con la posizione degli arredi
- Contrasto tra superfici scure, dettagli blu e pavimento in rovere
- Illuminazione pensata per lavoro, atmosfera e comfort


La zona notte: una suite privata dentro l’attico
La zona notte è stata una delle aree in cui l’intervento sulla pianta ha portato maggiore beneficio. Partendo dalla distribuzione iniziale del costruttore, abbiamo valutato proporzioni, accessi, contenimenti e vivibilità delle stanze, intervenendo dove necessario per ottenere ambienti più comodi e meglio organizzati.
La camera matrimoniale è stata pensata come uno spazio rilassante, ordinato e multifunzionale. Oltre alla zona dedicata al riposo, abbiamo integrato una cabina armadio, un home office a scomparsa e un bagno padronale ampliato, progettato per l’uso contemporaneo di due persone.
In una zona notte di questo tipo, la progettazione non riguarda solo il letto o l’armadio, ma l’equilibrio tra riposo, contenimento, privacy e funzioni quotidiane. È lo stesso approccio che approfondiamo nella guida su come arredare la camera da letto.
Quando non viene utilizzata, la postazione lavoro scompare visivamente e la stanza mantiene la sua atmosfera privata. È una soluzione discreta, ideale per aggiungere una funzione senza trasformare la camera in uno studio permanente.
Soluzioni per la zona notte
- Cabina armadio funzionale e integrata nella zona matrimoniale
- Bagno padronale ampliato con accesso diretto dalla camera
- Mobile bagno ampio con lavabo singolo soprapiano e grande specchio
- Home office a scomparsa
- Spazi più proporzionati rispetto alla pianta iniziale
- Percorsi più fluidi e riservati
- Atmosfera morbida, ordinata e coerente con il resto dell’attico

Il bagno padronale: più grande, più comodo e proporzionato alla camera
Uno dei miglioramenti più importanti della zona notte riguarda il bagno padronale. Nella pianta iniziale lo spazio non era sfruttato al massimo delle sue possibilità: la metratura c’era, ma la distribuzione non permetteva di ottenere un ambiente davvero comodo e proporzionato all’attico.
Con la revisione della pianta abbiamo ampliato il bagno e lo abbiamo trasformato in uno spazio più funzionale, elegante e adatto alla routine quotidiana. L’obiettivo non era semplicemente avere un bagno più grande, ma un bagno organizzato meglio, con distanze corrette, funzioni chiare e arredi proporzionati.
Il mobile bagno è stato progettato con dimensioni generose, un ampio specchio e un lavabo singolo soprapiano. Questa soluzione mantiene l’ambiente pulito, elegante e molto comodo nell’uso, offrendo un piano d’appoggio ampio e una percezione visiva più leggera rispetto a una composizione più frammentata. La disposizione del mobile, degli spazi laterali e della doccia è stata studiata con la stessa attenzione che raccontiamo nella guida su come arredare il bagno.
Dal punto di vista estetico abbiamo scelto colori eleganti ma vivaci. Il blu della parete lavabo crea carattere e dialoga con i quadri del cliente, mentre il grigio chiaro delle pareti e il pavimento in rovere mantengono l’ambiente morbido, raffinato e coerente con il resto dell’attico.
Prima
Bagno non ottimizzato rispetto alla metratura disponibile e alle esigenze della coppia.
Intervento
Ampliamento dello spazio, mobile bagno generoso e distribuzione più funzionale.
Risultato
Un bagno padronale comodo, luminoso, elegante e utilizzabile da due persone.

Il bagno ospiti: piccolo, cieco e sorprendente
Accanto al bagno padronale, anche il bagno ospiti è stato progettato con grande attenzione. Si tratta di un ambiente piccolo e cieco, che avrebbe potuto diventare un semplice bagno di servizio. Abbiamo invece scelto di renderlo uno degli spazi più caratteristici dell’attico.
Il nero è stato utilizzato in modo mirato sul soffitto e sulla parete frontale del mobile lavabo, mentre le pareti laterali sono state mantenute in grigio chiaro. Questa combinazione crea un effetto scenografico intenso, ma equilibrato.
All’inizio il cliente era diffidente, perché il nero in un bagno piccolo può sembrare una scelta rischiosa. Il risultato, invece, è stato molto apprezzato: un ambiente raccolto, elegante e con un forte effetto wow.
I quadri del cliente come parte del progetto
Una richiesta importante del cliente era integrare i suoi quadri all’interno della casa. Non volevamo semplicemente trovare pareti libere dove appenderli: l’obiettivo era valorizzarli davvero, facendoli diventare parte integrante del progetto.
Per questo abbiamo studiato posizione, sfondi, distanze e relazione con gli arredi. Il grigio chiaro delle pareti è stato fondamentale anche in questo: crea una base neutra e raffinata, più adatta del bianco a far emergere colori, cornici e composizioni artistiche.
I quadri non sono elementi aggiunti alla fine, ma presenze integrate nel racconto dell’attico. Contribuiscono a rendere la casa più personale, più vissuta e più vicina all’identità del cliente.
Gallery del risultato finale






Guarda anche la gallery completa del progetto nel nostro portfolio: Attico moderno a Conegliano: progetto realizzato.
Cosa cambia quando l’architetto entra prima del cantiere
Questo progetto dimostra quanto sia importante coinvolgere l’architetto e l’interior designer prima che la casa sia completata. Intervenire in anticipo significa poter migliorare la distribuzione, evitare compromessi sugli impianti, progettare gli arredi in modo più preciso e ottenere una casa costruita intorno a chi la vive.
In un attico di nuova costruzione, il rischio è pensare che tutto sia già risolto perché l’immobile è nuovo. In realtà una casa nuova non è automaticamente una casa funzionale, personale o ben progettata. La differenza nasce dal lavoro fatto su misura: capire le abitudini del cliente, prevedere l’uso quotidiano degli spazi e trasformare una pianta standard in un ambiente realmente abitabile.
Più funzionalità
Gli spazi sono stati ripensati in base alla vita reale, non solo alla pianta tecnica iniziale.
Più comfort
Percorsi, accessi, impianti e arredi sono stati coordinati per rendere la casa più comoda ogni giorno.
Più identità
Colori, quadri, arredi e dettagli rendono l’attico personale, elegante e riconoscibile.
Più valore percepito
La progettazione anticipata aumenta la qualità complessiva dell’abitazione e riduce gli interventi correttivi successivi.
Errori da evitare in un attico di nuova costruzione
Accettare la pianta del costruttore senza valutarla. Anche una pianta corretta può essere migliorata in modo significativo se letta in funzione degli arredi e della vita quotidiana.
Definire gli impianti prima degli arredi. Prese, luci, scarichi e comandi dovrebbero seguire il progetto degli interni, non il contrario.
Usare il bianco come scelta automatica. Il bianco non è sempre la soluzione migliore. In questo attico, il grigio chiaro ha valorizzato molto di più il rovere e gli elementi colorati.
Avere paura dei colori scuri. Nero e blu, se usati con equilibrio, possono rendere una casa più elegante, profonda e scenografica.
Trattare i quadri come elementi secondari. Le opere del cliente devono essere integrate nel progetto, non aggiunte a caso alla fine.
Sottovalutare i bagni piccoli. Anche un bagno cieco può diventare uno degli ambienti più sorprendenti della casa.
Domande frequenti
Quando conviene coinvolgere un interior designer in una casa nuova?
Il momento migliore è prima della definizione finale di muri e impianti. In questo modo è possibile migliorare la pianta, progettare gli arredi correttamente e rendere la casa più funzionale fin dall’inizio.
In una nuova costruzione ha senso modificare la pianta?
Sì, se le modifiche migliorano comfort, percorsi e vivibilità. Una pianta da costruttore può essere tecnicamente corretta, ma non sempre è ottimizzata per le esigenze specifiche del cliente.
Meglio scegliere prima gli arredi o gli impianti?
In un progetto ben studiato, arredi e impianti devono essere coordinati. In questo attico siamo partiti dalla posizione dei mobili per definire prese, luci e attacchi nei punti davvero utili.
Le pareti grigie rendono la casa più buia?
Non necessariamente. Un grigio chiaro ben scelto può creare un ambiente più avvolgente e raffinato rispetto al bianco, valorizzando pavimenti, arredi e colori.
Approfondimenti utili per progettare la tua casa
Se stai acquistando una casa nuova o vuoi progettare un attico su misura, puoi approfondire alcune guide utili per impostare correttamente spazi, arredi, colori e funzioni quotidiane.
- Arredamento casa: guida alla progettazione
- Psicologia dei colori in casa
- Come arredare il soggiorno
- Come scegliere il divano
- Come scegliere il tavolo in base alla stanza
- Come arredare la camera da letto
- Come arredare il bagno
- Come progettare una lavanderia
Vuoi progettare la tua casa prima che sia troppo tardi?
Se stai acquistando un appartamento o un attico di nuova costruzione, il momento migliore per progettare gli interni è prima che muri e impianti siano definitivi. Possiamo aiutarti a leggere la pianta, correggere eventuali criticità e trasformare una distribuzione standard in una casa davvero su misura.






